nov
18
2018
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Marsi contro Roma PDF Stampa E-mail
nec sime marsis nec contra Marsos nemo vincere potest

Gentem Marsorum serpentibus inlaesam esse nihil mirum: a Circae filio genus docunt et de avita potentia deberi sibi sciunt servitium venenomm: ideo venena contenuiunt C. Coelius Aeetae tres filias dicit Angitiam Medeam Circen: Circen Circeios insedisse montes, carminum malefìciis varias imaginum fàcies mentientem: Angitiam vicina Fucino occupavisse ibique salubri scientia
adversus morbos Gentem Marsomm serpentibus iniaesam esse nihil mirum: a Circae filio genus ducunt et de avita resistentem, cum dedisset homines vivere, deam habitam: Medeam ab lasene Buthroti sepultam filiumque eius Marsis imperasse.

La guerra Marsa ha preso questo nome dalla rivolta del primo popolo italico che ne da il nome proprio dal luogo di provenienza ; d'altronde l'Italia intera si unì ai Marsi contro i romani.
Si dice che la prima fonte di questa guerra fu il passaggio che i Romani fecero della temperanza e della frugalità che regnava nelle loro antiche maniere di vivere, e alla quale solo devono la grandezza e la vastità del loro impero, a questa espansione portentosa di lusso e di dissolutezza s'abbandoneranno in seguito : perché fu precisamente la causa della divisione che s'introdusse nella repubblica tra il senato e il popolo. Nello stesso tempo Pompaedius Silo capo dei Marsi si getta in un'impresa straordinaria. Alla testa di 10.000 uomini che temendo di essere controllati dalla giustizia, nascosero le loro spade sotto i vestiti, essi marciarono verso la costa Romana. Lo scopo era di entrare nel Senato chiedere per lui e per la sua provincia il diritto di cittadinanza romana ; e in caso di rifiuto di devastare Roma e i suoi territori a ferro e fuoco. C. Domitius andando davanti a lui domanda dove pretende di andare alla testa di tanta truppa. " A Roma ", risponde "dove i tribuni (forse Marcus Drusus) stessi mi hanno fatto sperare che accorderanno a me e a questi che mi accompagnano il titolo di cittadini Romani". Domitius gli risponde che la richiesta sarà accolta ben più
velocemente e più agevolmente per lui e per i suoi se non si presentasse in assetto di guerra. D'altronde il titolo al quale lui aspira sarà un pegno di legame e d'amicizia che non si acquista con l'ostilità e la violenza, Pompaedius preso dal rispetto per la soia presenza di quest'uomo, e cedendo alla saggezza del suo consiglio fa ritomo ai campo. E' così che Domitius .per la prudenza dei suoi discorsi, salva la patria da un attacco pericoloso; è stato meglio condotto questo incontro che quello del proconsole Servilius riguardo ai Piceni. Perché lui agendo con questi ultimi, non come degli uomini liberi ed alleati della Repubblica ma come degli schiavi, e irritandoli con le continue minacce che egli faceva, si attira dei ritorni fastidiosi per lui stesso e per molti altri. Invece Domitius calma con la sua moderazione la foga insensata dei Marsi. In seguito all'assassinio di Marcus Drusus la penisola prese le armi.I popoli italiani rivoltati contro Roma si organizzarono politicamente e formarono una confederazione Italiana.
Questa confederazione era formata:
- Al Nord, Marsi; popolazione delle regioni montagnose dei Appennini, vinti dai Romani nel secolo, avevano da allora nutrito una certa animosità verso i Romani. I Marsi comandati da Pompédius Silo (amico di Marcus Drusus) questa confederazione Marsa riunisce 100,000 uomini.
- al Sud, Sanniti (che avevano fatto passare le legioni romane sotto le forche caudine nel 304 b.c.), Osci e i Lucani.
Questi diversi popoli, si riunirono con un legame federale, garantito da giuramenti e scambi di ostaggi. Questa confederazione italiana volle separarsi di Roma e si organizzò sul suo modello. Una capitale confederale fu creata dopo la presa di Corfìnio che i ribelli ribattezzarono Italica. Vi installarono un senato di cinquecento mèmbri eletti dai popoli federati. C'erano due "consoli" (Pompédius Strabo che comandava nel nord e C.Papius Mutilus che comandava nel Sud) e 12 pretori. Una moneta fu anche coniata dalla confederazione italiana; rappresentava un toro (simbolo della confederazione) che inseguiva un lupo (simbolo di Roma). Così, i ribelli fondarono una repubblica federale dove tutti usufruivano degli stessi diritti civici. Questa repubblica federale copriva quasi tutta i'Italia (l'Umbria, la Campania ed Etrurie restarono fedeli a Roma.) e si opponeva alla sola città di Roma.
Tuttavia, Roma non potè tollerare quest'unione che rischiava di farle ombra.
Fu l'inizio della guerra detta Marsa poiché Marsicani vi erano in numero maggioritario (è loro che fornivano uno dei contingenti combinati più importanti e meglio esercitati dell'esercito romano) è soltanto due secoli più tardi che lo storico Florus gli darà il nome di guerra
sociale. II termine di Sociale è doppiamente giustificato:
- etimologicamente poiché la parola socii significa alleati.
continua .........La risposta di Roma

 
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