| il Santo Patrono Sant' Orante |
|
|
|
|
Nicolò, detto Greco a Guardiagrele Rinaldo a Fallascoso Falco a Palena (nato a Taverna, in Calabria, verso la metà del X secolo morto a Falena il 13 gennaio versola metà dell' undicesimo secolo. Stefano, detto il Luto nell'eremo celestino di S. Spirito a Majella Giovanni a Fossacesia Orante ad Ortucchio dove morì il 5 marzo del 1031 Franco (forse italo-greco) a Francavilla a Mare Sotto il pontificato di Leone XIII (pontefice dal 1878 al 1903) la S. Congregazione dei Riti approvò il culto reso ai sette, anteriore ad Urbano VIII (pontefice dal 1623 al 1644) Cesare Falcocchio: "Vita di San Falco" Vincenzo Ciarlante: "Memorie Ist. del Sannio", Libr. V, pag. 416, cap. III. La Leggenda S. Orante • Prima dell'anno mille, parte dei monaci della comunità del monastero di Prata, volle intraprendere un pellegrinaggio di devozione verso i Santi Apostoli nella città di Roma. Durante questo viaggio, quando giunsero nei pressi del lago di Fucino, il Beato Orante fu colto da gravi febbri e nei pressi di Ortucchio, impossibilitato a proseguire,si ritirò nell'antica Chiesa di S. Maria in Ortucia o Ortuchìs, edificata su avanzi di mura megalìtiche verso la fine dell'ottavo secolo (ricordata col titolo di S. Maria, già in una Bolla di Papa Pasquale II, 25 febb. 1115). Quest'accadimento, fece nascere una leggenda; egli dimorava nella detta chiesa di S. Maria riposando sulla nuda terra e viveva di elemosina, un giorno, arso dalla febbre, raggiunse a stento la Chiesa di cui trovò chiuse le porte, allora s'inginocchiò per pregare e così fu raggiunto dalla morte. Le campane delle chiese incominciarono a suonare a distesa e il mattino del 5 mar. 1431 si vide che i sarmenti avevano messo foglie e grappoli d'uva. Il corpo fu sepolto nella stessa chiesa che d'allora si chiamò di San Orante. Verso la metà del secolo scorso, la magnifica e preziosa urna che conteneva le reliquie del santo, fu rubata dalla chiesa di S. Orante, i malfattori si sono poi disfatti delle reliquie gettandole in in aperta campagna. Alcuni contadini accortisi dell'accaduto le recuperarono ed ora sono state ricollocate sotto l'altare della citata Chiesa, dove si legge su una lapide la data della sua morte posticipata di oltre quattro secoli, rispetto all'epoca in cui visse insieme a S. Nicola Greco e agli altri compagni monaci italo-greci giunti in Abruzzo tra il X e XI scolo. E' sorprendente la coincidenza delle date di morte attribuite ai Santi Franco e Orante, è molto verosimile, che nel caso di S. Orante sia accaduto come a Francavilla al Mare per S. Franco, dove fu omologata per lungo tempo la data relativa alla sua traslazione (7 mag. 1431) avvenuta sotto il pontificato di Martino V, con quella della sua morte, successivamente corretta. |










Tra Storia e Leggenda