nov
18
2018
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la risposta di Roma PDF Stampa E-mail
La risposta di Roma.
Le campagna del Nord P. Rutilius Lupus, console in esercizio nel 90 fu inviato a reprimere la rivolta dei Marsi nel nord con un grande numero di uomini. Caius Marius legato e genitore di Lupus gli consigliò di attendere l'arrivo delle truppe di rinforzo. Ma quest'ultimo non tenne conto del consiglio e questo comportò una sconfitta per l'esercito romano e la morte del console. I funerali di Rutiiius Lupus che si svolsero a Roma indignarono così tanto il popolo romano che il senato decise che i comandanti morti sul campo di battaglia sarebbero stati sepolti sul posto. Marius prese il comando dell'esercito di Lupused invertì la situazione a favore dei Romani guadagnando vittorie. Marsi sconfitti campagna deil' 89 a.c. L.Porcuis Cato che aveva prese il comando dell'esercito di Marius continuò l'attacco del territorio del Marsi.
Dopo una vittoria, fu battuto vicino al lago del Fucino ed ucciso. Il grado d'amarezza
causato dalla sua morte è mostrata dal fatto che i figli di Marius furono accusati di averlo
assassinato ( L. Porcuis Cato)durante la battaglia poiché dalla presa del comando
dell'esercito da parte di Cato una forte rivalità era sorta tra quest'ultimo e Marius).
Pompeuis Strabo riprese il comando dell'esercito di Cato e riprese l'attacco contro
Marsi; continuò anche l'assedio alia città di Ascoli.
Gli italiani per fare fronte a Pompeuis Strabo ed alle sue truppe mobilitarono un esercito
molto importante in uomini; infatti, i Romani possedevano 60.000 uomini e gli italiani
75.000 (queste cifre sono importanti). Pompeuis Stabo battè gli italiani e la città di
Ascoli capitolò nel novembre 89 b.c., Gli ufficiali della città furono frustati o decapitati, i civili prigionieri furono costretti a lasciare Ascoli senza i loro beni che furono venduti ed il ricavato della vendita tornò a Strabo, Pompeduis Silo (capo del Marsi) ed i ribelli italiani abbandonarono la capitale della confederazione Italica, e si fuggirono verso la città di Samnium, ne! Sud dell'Italia.Questa vittoria romana ruppe la sommossa italiana nei nord ed il 25 dicembre 89 b.c., Pompeius Strabo ritornò a Roma in trionfo.
L’ inizio della fine degli italiani
Sylla che comandava gli eserciti romani in Campania fece subire agli italiani una prima
sconfitta in primavera -89. Era stato il questore di Marius durante la guerra contro
Jugartha ed aveva recentemente operato con successo come pretore in Sicilia. Mirava ora di
diventare console. Sylla prese un numero importante di città di cui Boiano, la capitale del sud.
Gli eserciti romani sul loro passaggio devastarono la Campania: i prigionieri furono
massacrati, i civili prigionieri furono venduti come schiavi e le città prese furono
saccheggiate, Sylla ritornò a Roma, e fu eletto console nel 98 a.c., mentre i suoi legati
continuavano a riconquistare la città di Samnium dove si rifugiò Pompedìus Silo
e dei ribelli italiani. La campagna continuò nel 88 a.c.. La sommossa riprese un nuovo soffio
quando P, Silo ed i ribelli riuscirono a conservare la città di Samnium ed a riprendere quella di Boiano ma il numero importante di truppe romane aveva presto fatto estinguere la sommossa. Infatti il pro-pretore Q.Caecilius Metelius Pius demolì ed uccise Pompedius Silo in occasione di una battaglia, Questa vittoria pose fine alla guerra nel sud (il poco di città ribelli che resistevano ancora, in Campania, furono quasi tutte riprese da parte dei Romani).
Altrove Cornélius Sylla e Caius Marius inseguì senza sosta Marsi che li avevano attaccati fino al momento in cui questi caddero su pareti che circondavano vigne. A grand male Marses li scalò. Ma Marius e Syìla non furono di parere di proseguirli più prima. Cornélius Sylia, che aveva li suo campo dal lato delle vigne, comprendendo ciò che era avvenuto, si mise ai casi dei fuggitivi e ne fece a sua volta una carneficina, in modo che in questo giorno, più di sei mille uomini furono uccisi dal nemico e che raccolse sul campo di battaglia beni e un gran numero di armi, I Marsi simili ad animali selvaggi, schiumando di collera del loro fallimento, si armarono nuovamente, e si disposero ad attaccare nuovamente i Romani, chi non osarono intraprendere nulla da parte loro, ne intraprendere l'azione per primi; poiché i Marsi erano estremamente bellicosi. Si dice che è la sola ed unica volta che furono battuti; e che questo era diventato un proverbio, che "non si era mai trionfato ne sui Marsi, ne senza Marsi",
Caesis ed a Mamerco Aemilio legato di Silo Poppaedius, capo dei Marsi, auctor eius rei, in proelio cecidit.
 
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